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1961 - 1991 anniversario TRATTATO INTERNAZIONALE ANTARTICO
libro: "ANTARTIDE IL CUORE BIANCO DELLA TERRA"
editore Enrico Rainero - ISBN 88-85700-18-7

Il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), promosso e sviluppato dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST) con la legge n. 284/85, ha rappresentato un momento rilevante per la ricerca scientifica nel nostro paese.
Nell'arco di tempo che va dal 1985 al 1991 è stato raggiunto il principale obbietivo della legge, quello dell'inserimento dell'Italia tra i Paesi Consultivi del Trattato Internazionale per l'Antartide, ossia quel gruppo di ventisei Nazioni che hanno il potere di decidere sul futuro dell'ultimo continente.
Per ottenere e per mantenere questo riconoscimento e i diritti acquisiti è necessario che un Paese, per dirla con le stesse parole del Trattato, "dimostri il proprio interesse nell'Antartide conducendo sostanziali attività di ricerca scientifica in tale territorio, quali la creazione di una stazione scientifica o l'invio di una spedizione scientifica".
Con questo obbiettivo è stato sviluppato nell'arco di validità della legge 284/85 un ampio programma di ricerche scientifiche e tecnologiche, con l'invio di sette spedizioni e la realizzazione della Base Permanente denominata "Baia Terra Nova" nella Terra Vittoria.
Un preesistente forte interesse scientifico e tutte le potenzialità disponibili in Italia per lo sviluppo di una qualificata attività di ricerca in Antartide hanno trovato nel PNRA motivazioni in un quadro ad ampio respiro di politica e di collaborazione internazionale.
L'impegno dei ricercatori italiani ha ottenuto anche un altro significativo riconoscimento con l'ammissione dell'Italia allo SCAR, l'organismo internazionale che coordina la ricerca scientifica dei Paesi attivi in Antartide.

Nonostante l'impegno nel continente antartico della Comunità Scientifica, questo immenso continente bianco rimane pur sempre un grande sconosciuto. E se lo è per i ricercatori coinvolti, lo è a maggior ragione per il pubblico dei non addetti ai lavori, spesso distratto e informato da notizie le più diverse, a volte contraddittorie sui fenomeni e gli interessi antartici; pubblico che però inizia a percepre l'importanza che l'Antartide riveste nei problemi a scala globale quali sono ad esempio il clima e l'inquinamento.

La pubblicazione "Antartide il Cuore bianco della Terra" vuole rappresentare un quadro delle problematiche più importanti che rendono oggi l'Antartide un affascinante laboratorio a cielo aperto, per tutte le scienze e tutti i Paesi.
Vuole anche presentare al pubblico un resoconto di quelle che sono state le attività italiane ed i risultati.

Oggi, dopo l'approvazione del Protocollo di Madrid, che stabilisce per il continente almeno mezzo secolo di rigoroso rispetto ambientale, l'Antartide diviene in misura ancora maggiore di prima il più grande laboratorio del mondo, per lo sviluppo della cooperazione internazionale ed il confronto pacifico e costruttivo.
Al di là, però, dei contenuti del presente libro e al di là di quanto il PNRA ha rappresentato per l'Antartide, e che comunque il lettore potrà cogliere appieno attraverso le belle immagini ed il testo dell'opera, va anche sottolineato ciò che il Programma ha rappresentato per il sistema scientifico italiano.
Si è trattato in primo luogo di sviluppare un grande Programma stimolando le risporse intellettuali del paese, favorendo la collaborazione delle Istituzioni di Ricerca nazionali potenzialmente referenti per tali ricerche.

Le varie discipline scientifiche, dalla fisica all'atmosfera alla biologia, dalle scienze della terra all'oceanografia, hanno visto il coinvolgimento di Ricercatori appartenenti alle Università, al CNR, all'ENEA e ad altri Istituti, favorendo gli incontri e promuovendo le sinergie necessarie.
La trasversalità del Programma Antartico ha investito tutta la comunità scientifica nazionale, oltre che numerose Amministrazioni dello Stato. Rilevante è stato, in questa direzione, il contributo del Ministero degli Affari Esteri, stante l'internazionalità del territorio investigato, e quello del Ministero della Difesa, per gli interventi nelle spedizioni vere e proprie, sia nelle fasi preparatorie di esse. Essenziali, infine, per la riuscita dell'impresa sono stati la soluzione dei problemi tecnologici, l'organizzazione degli aspetti logistici e l'intervento dei diversi soggetti fornitori di materiali, strumentazioni e servizi. Per alcuni aspetti il PNRA si presenta come un programma peculiare, con caratteristiche che hanno favorito il sostanziale successo fin qui ottenuto.

Le scadenze temporali fissate dalla stagionalità delle spedizioni, ossia l'accessibilità esclusivamente estiva imposta dalle severe condizioni ambientali antartiche, hanno impresso a tutta l'impresa ritmi rapidi e obbligati.

L'ambiente eccezionale e grandioso, e questo è un altro aspetto, ha contribuito con il suo fascino particolare ad attrarre laggiù quegli stessi ricercatori che lo hanno poi studiato. Lo stesso fascino che proverà il lettore sfogliando le pagine di questo volume.

La pubblicazione del libro, curato dal dr. Carlo Baroni, avviene negli stessi giorni in cui, in oltre 100 località italiane, prende corpo per la seconda volta la manifestazione "Scienza Spazio Aperto - Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica" ed in particolare a Milano si inaugura la mostra "Italia in Antartide" che dal libro riprende la gran parte dei contenuti.

Si tratta di contribuire con questa pubblicazione all'ulteriore diffusione dell'informazione su un grande tema dell'investigazione scientifica, contribuendo allo sviluppo di una informazione critica sul carattere fondamentale che gli investimenti per la Ricerca assumono per il nostro Paese, invitando il grande pubblico ad esplorare, per lo meno con l'immaginazione, gli spazi immensi e seducenti dell'ultimo continente.
L'Italia seguiterà ad essere presente ed attiva in Antartide. La nuova legge n. 308/91 conferma ed aggiunge contenuti alla legge precedente.
Tra le importanti novità, un forte impulso verso una crescente partecipazione a progetti di ricerca internazionali, una maggiore tempestività nell'approvazione dei programmi esecutivi annuali, l'apertura a ricerche fuori dal territorio antartico se essenziali alla conoscenza di esso e dei suoi fenomeni, l'istituzione di un Museo Nazionale dell'Antartide con i compiti di conservazione, studio e divulgazione.
Non vi è dubbio che a tali risultati si arriverà per gradi ma è necessario per questo cominciare sin da oggi. Le iniziative culturali e la presente pubblicazione, oltre a diffondere una doverosa informazione, contribuiranno a creare la necessaria sensibilità.

Antonio Ruberti
Ministro per l'Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica

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