1887 - 1987 anniversario BANCA TIBURTINA DI CREDITO E SERVIZI
libro: "TIVOLI TRACCE DEL TEMPO" editore Enrico Rainero - ISBN 88-85700-09-8
I quarantanove promotori della Banca, tutti tiburtini meno uno, che il 17 agosto 1887 si riunirono in una delle sale del Palazzo Municipale di Tivoli avanti al notaio Camillo Bonanni "per venire alla stipulazione" del pubblico istrumento mediante il quale si costituivano in Società Cooperativa a Capitale Illimitato sotto il titolo di Banca Popolare Tiburtina, se per generale ammissione furono dei coraggiosi - sol che si pensi all'esigua entità della popolazione di allora: 10.000 anime in Tivoli e poco più di altrettante nei comuni viciniori - alla luce delle croniche dìallora si può anche affermare che, certamente, furono confortati dalla vivacità delle iniziative economiche che si andavano sviluppando da circa un decennio per naturale reazione ai tempi sonnolenti che avevano preceduto l'Unità d'Italia.
Sull'onda del pensiero di Luigi Luzzatti, assertore e fecondatore dell'economia cooperativistica, specialmente nel settore bancario, quei quarantanove soci della "Popolare" che, con i trentanove poi aggiuntisi, sottoscrissero la prima serie di cinquecento azioni (del valore unitario di lire venticinque) che costituiva il capitale iniziale della Banca (di lire dodicimilacinquecento), dovevano aver ben chiari i fasti della antica Tibur e della Tivoli del periodo Comunale.
Con la fondazione di una banca, dopo alcuni secoli non brillanti di vita cittadina, si andava a ripristinare nella giusta sede una attività di intermediazione finanziaria che in passato era stata di massimo rilievo.
Dall'anno della fondazione e fino alle soglie del 1933, la vita della Cooperativa si esplica in due distinti periodi: il primo, fino al 1915, è caratterizzato dauna operosità piuttosto vivece, seppur non sempre in connessione con i fatti economici della città, mentre nel secondo l'attività si riduce a livelli minimi fino a raggiungere lo stato di letargo.
Infatti, dopo la forzata riduzione del lavoro bancario determinata dagli eventi bellici del 1915-1918, coloro che reggevano le sorti dell'azienda non vollero o non poterono adeguarla alle esigenze finanziarie che andavano emergendo nel diverso contesto economico, politico e sociale che si stava creando.
Allorchè furono emanate le nuove disposizioni in materia bancaria con i Regi Decreti Legge del 7 settembre 1926 n° 1511 e del 6 novembre 1926 n° 1930, la Popolare ottenne l'iscrizione all'albo delle Aziende di Credito che era stato istituito presso il Ministero delle Finanze. (...)
A seguito del secondo conflitto mondiale, Tivoli, che oltre alla falcidia della popolazione aveva subìto profonde ferite (la maggior parte delle abitazioni era stata rasa al suolo o irrimediabilmente danneggiata e molti complessi industriali non erano più in condizioni di operare) si scrollò di dosso la polvere delle macerie e cominciò la ricostruzione.
Furono riattate case e strade e furono riparate le fabbriche rimaste in piedi, che presto ripresero a produrre ai ritmi precedenti. Molte di esse furono anche ampliate e altre se ne aggiunsero con attività diversificate. Nella seconda fase della ricostruzione fu determinante per l'economia tiburtina l'impulso dato alla realizzazione di un maggior patrimonio edilizio.
Sorsero numerose imprese che, unitamente agli interventi promossi dallo Stato, dotarono la città di due nuovi quartieri e ampliarono considerevolmente le frazioni di Villa Adriana, di Ponte Lucano e di Bagni di Tivoli, poste nella pianura ad est del centro cittadino, in direzione di Roma. (...)
Dopo l'offerta pubblica di vendita, effettuata dalla Banca Nazionale del Lavoro, di 240.000 azioni di lire cinquecento, corrispondenti al 12% del capitale sociale, questo veniva elevato a lire tre miliardi e la compagine societaria raggiungeva 4.450 azionisti, il 23 dicembre 1982 il titolo Banca Tiburtina di Credito e Servizi (l'assemblea degli azionisti aveva così modificato la denominazione sociale nel marzo 1982) esordiva al Mercato Ristretto presso la Borsa Valori di Milano e il giorno successivo al ristretto di Roma.
Ma il più considerevole degli eventi è costituito dall'ingresso del Gruppo E. de Rothschild nella Tiburtina, inteso al potenziamento della stessa nel più ampio contesto di accordi di collaborazione con la Banca Nazionale del Lavoro. (...)
L'ulteriore aumento del capitale sociale da lire tre miliardi a sei miliardi, deliberato il 14 aprile 1987 in forma gratuita per la metà, è la concreta manifestazione del riconoscimento da parte degli Amministratori della Banca, in occasione del suo centenario, della fedeltà e della fiducia dimostrata dai risparmiatori che ne hanno sottoscritto le azioni.
Massimo Luciani
Direttore Generale Vicario Banca Tiburtina di Credito e Servizi