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FRANCO GROSSI Comunicare con i propri sensi estesi nelle tecnologie
Università di Trieste

Il terzo millennio si apre con la grande sfida della comunicazione globale, che consente la fruizione di informazioni e conoscenze da parte di tutti, in tempo reale e in ogni luogo.
La capacità di comunicare con efficacia è forse la più importante delle risorse personali, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni. Quanto più ci si dimostra efficaci nel comunicare, tanto più alta è la probabilità di riuscire ad ottenere ciò che si desidera.
Ogni comunicazione contiene un aspetto di contenuto (il ?messaggio?, i "dati") e un aspetto di relazione, che definisce sia i rapporti tra gli interlocutori, sia il modo in cui i dati vengono trasmessi e permette di capire come interpretare il messaggio (metacomunicazione).
Qualsiasi individuo, infatti, possiede un sistema di riferimento individuale, legato al proprio modo di rapportarsi al mondo e, in particolare, determinato dal proprio sistema percettivo, dal concetto di sé, dalla storia personale, dai bisogni affettivi, dalle capacità cognitive, dalla cultura e dai valori di riferimento, dalle motivazioni e dalle aspettative, dai ruoli sociali e professionali, e così via.
Se una persona non riesce a decentrarsi dal proprio sistema di riferimento, non è in grado di intendere quello di un altro e la comunicazione che ne risulta presenterà sicuramente dei problemi di comprensione e di trasmissione.
Ecco che allora si rende necessario, per tutti coloro che operano nel mondo dell?impresa, disporre delle abilità necessarie per servirsi di nuovi ?attrezzi?, al fine di proseguire la propria attività nel nuovo mercato privo di vincoli spazio-temporali, acquisendo skill nella comunicazione per essere sempre più mobili e flessibili.
I nuovi "lavoratori dell?informazione e della conoscenza" (i KIWs, Knowledge and Information Workers) dovrebbero perseguire un programma di formazione continua, che non si attuerà però più, così come una volta, solo all?interno dell?azienda, ma che si espanderà anche nella ?sfera del tempo libero?.
Occorre, poi, imparare a ?vivere? l?evoluzione tecnologica in atto, la quale, per risultare veramente efficace, dovrebbe però essere supportata da un contemporaneo sviluppo del pensiero e dello stile di vita.
La tecnologia dovrebbe essere sempre intesa come un aiuto alla soluzione dei nostri problemi e ad un ausilio a supporto della rapidità delle nostre decisioni e non essere ritenuta solamente fine a se stessa o una panacea per tutti i rimedi.

?Inserendo con i ?media? elettrici i nostri corpi fisici nei nostri sistemi nervosi estesi, istituiamo una dinamica mediante la quale tutte le tecnologie precedenti, che sono soltanto estensioni delle mani, dei piedi, dei denti e dei controlli termici del corpo ? tutte queste estensioni, comprese le città ? saranno tradotte in sistemi di informazione?, così asseriva nel 1964 il sociologo canadese Marshall McLuhan, vate dei ?new media?, nel suo libro ?Understanding Media-The extensions of Man?.
Questo non vuol certamente propugnare la trasformazione dell?uomo in cyborg, bensì indica la necessità di imparare ad utilizzare queste nuove ?estensioni dei nostri sensi?, cercando di raggiungere, di volta in volta, un nuovo equilibrio psicofisico. L?uomo ha imparato a convivere da tempo con queste ?estensioni?, dai primi indumenti al fine di estendere la propria pelle, dai primi attrezzi per la caccia, l?agricoltura e la pastorizia, per aumentare la capacità d?azione dei propri arti, dal telefono alla radio, ampliamenti dell?udito, dalla televisione al cinema, accrescimenti della vista, dalla carta di credito, che sostituisce il denaro del povero e così via.
L?essere umano ha un?estrema adattabilità alle variazioni impostegli dall?ambiente circostante e dai rapporti interpersonali, certamente di gran lunga superiore a quella degli animali. Nel mondo animale si parla di assuefazione agli stimoli, quale più primitiva forma d?apprendimento. Infatti, un animale, mediante l?assuefazione, tende a modificare il suo comportamento innato, in virtù di un?esperienza che gli ha consentito di riconoscere ed apprendere la non nocività di un determinato stimolo.
Adattandosi dunque alle nuove tecnologie, l?uomo torna padrone del suo modo di vivere, perché riesce a delegare la soluzione dei problemi pratici, destinandone la gestione a macchine che lo aiuteranno e gli somiglieranno sempre di più.
È poi importante identificare i nuovi media non solo in base al contenuto del messaggio da veicolare, ma anche alle particolari condizioni di fruizione che essi impongono. Quindi è necessario sia ?codificare? la comunicazione in modo che possa essere poi compresa agevolmente da chi la riceve, sia selezionare attentamente i ?canali? attraverso i quali essa sarà veicolata.

Nell?impresa postfordista, l?inserimento della comunicazione nel processo produttivo ne aumenta il valore intrinseco, soprattutto perché oggi la produzione è descrivibile come una serie di atti linguistici e di interazioni simboliche, che ha per ?materia prima? la conoscenza, le informazioni e le relazioni.

 
 
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